Il WWF lancia l’allarme

Della serie “qualcuno ci crede ancora”, il WWF di Gioia del Colle rilancia il guanto di sfida all’Amministrazione dalle orecchie da mercante e sfodera nuovamente il suo cavallo di battaglia: “L’uomo del Monte ha detto “NO!”. Con un manifesto apparso per le vie cittadine ed una campagna informativa, l’Associazione mostrandosi tutt’altro che “un piccolo gruppo di ambientalisti che non riescono a coinvolgere la cittadinanza” (come “qualcuno” ama, futilmente, sottolineare per rafforzare un legame con chi, prima o poi, digerirà il pesante fardello dei sensi di colpa speculativi) ha allertato i gioiesi su quali rifiuti saranno immessi nella discarica di Monte Rotondo. Nella lista compaiono i pericolosissimi rifiuti dell’industria farmaceutica (umana e animale), dei trattamenti chimici (cromo, mercurio, pesticidi) e scorie di vario genere (amianto, piombo, stagno). Non si tratta dunque, come assicurano Assessori e Sindaco, di semplice legno, ceramica e ferro. La campagna del WWF, realizzata in collaborazione con CAI e Italia Nostra racchiude due principi di prevenzione fondamentali, che si pongono agli antipodi del fomentare il terrorismo ambientale e non sono attentati mirati contro una politica o un amministratore. L’indiscutibile inopportunità di realizzare una discarica di grande impatto nella zona di Monte Rotondo e il necessario bisogno di spostare i fronti d’azione verso una sana mentalità del riutilizzo, sono assiomi inconfutabili del polverone sollevato.
Nel riprendere uno stralcio della lettera inviata dal Sindaco, Sergio Povia, al Gruppo WWF di Gioia del Colle: – Riciclare tutto è un’utopia”, non è una frase mia, ma di Guido Berro, Presidente di Federambiente. Su questo presupposto cerchiamo di non creare guerre fredde, ma di addivenire a conclusioni più giuste, considerando anche che la società Ecopolis è pronta a fare una precisa scelta di rifiuti e a convenire sul tipo di rifiuto da conferire in discarica – ci permettiamo di dissentire. Altre realtà anche regionali operano con criteri ben più seri nel settore riciclo scongiurando il pericolo dell’ecomafia, reale e in agguato, e dei veleni che “conferirebbe in discarica”. Come può un cittadino gioiese dormire tranquillo e progettare un futuro a Gioia del Colle, quando vede “personaggi” adoperarsi per trarre profitto da una bomba ecologica ad orologeria? E poi, prendiamo per vero che riciclare tutto sia un’utopia, allora come può essere definita la politica “Attrezzarsi per non riciclare”? Questa non è un’utopia, ma è la realtà gioiese alla quale non si può restare impassibili. Ambiente, allevamento, agricoltura, turismo e industria casearia saranno i primi capri espiatori a pagare le avventate scelte di amministratori che invece di scongiurare inceneritori, come ragion detta, e discariche sul proprio territorio, li invocano a gran voce, quasi fossero beni di prima necessità. Per le tasche di molti forse lo sono, ma non per il bene di Gioia. La battaglia è sempre aperta e ancora una volta “l’uomo del Monte ha detto NO!”.

Pubblicato su La Piazza di Luglio/Agosto 2003