Poesie

[work in progress]

Poesie 2006-2010


Digiuno

Impavido dolore,

s’arresta la fame

di gente che muore 

neanche un tozzo di pane,

si apre la mente

d’incanto fugace

riporta alla vita

appannato lo sguardo,

consapevole adesso

del paradosso infinito

che uccide quest’uomo

e di me ne fa sbafo.


La rosa

Illuminata di freschezza eterea

la rosa, dal canto suo

fragranza immutabile

dell’esistenza,

chiese all’attiguo suolo

giaciglio per respirare.

Di esso granuloso e spoglio,

flebile la voce.

Veleno son rimasto 

dopo il tracollo umano

che della Natura in prosa

n’ha fatto tomba per la rosa.

Morrai ebrezza adorabile

più posto non hai 

per riposar le tue spoglie.


Dell’amor perduto

Deluso di passione ardente

si contorce l’animo dell’amato

che un tempo

nelle cerulee vestigia di dolcezza

affondava l’ancora di salvezza.

Nero di carbone ardente

il cuore palpitante

solca una lacrima

il sole che d’ombre

perpetua la mente

di triste effige

la malinconica colomba

tarpate le ali

del perduto amore.

Ed ora.

Scambievole il senso

parole nell’etere

incantato, son vane,

scalfite dall’atroce pugnale

dell’amore non amato.

Se è dolce l’amicizia,

se è tenero l’affetto,

l’amore non dà pace

s’infiamma ogni momento.

Cade ora, rimbomba al suolo

un tonfo ottuso,

nettare ronzante

che accarezza le labbra;

attende, invano, carnose e glabre spolie

dove diffondere di miele il profumo.

Terra non ha suolo 

cielo non ha stelle

mare non ha onde

se l’amore va senza passione e muore.