Nasce l’Osservatorio italiano sul legname da deforestazione!

Nasce l’Osservatorio italiano sul legname da deforestazione!

Segnala e scopri le aziende che danneggiano le foreste tropicali!

Non si tratta di leopardiano pessimismo cosmico. E nemmeno di terrorismo ambientalista. Quello che può essere letto tra le righe dei rapporti sulle foreste mondiali pubblicati dalle grandi agenzie delle Nazioni Unite (FAO, UNEP, etc.) è che, nonostante il moderato recente entusiasmo, le foreste continuano a scomparire, ed anche a ritmo elevato. Proprio alcuni dati pubblicati dalla Fao nel suo Global Forest Resource Assessment (FRA) 2010 avevano fatto storcere il naso a molti ricercatori ed associazioni ambientaliste a causa dell’integrazione all’interno della definizione di «foreste» di aree coperte da piantagioni o riforestate. Da questi trend positivi si era frettolosamente (e per la gioia delle compagnie del legname e di molti governi) concluso che nel decennio 2000-2010 il tasso di deforestazione fosse diminuito a -5,2 milioni di ettari ad anno rispetto ai circa -8,3/anno del decennio 1990-2000. Quello che emerge dalle molte pubblicazioni su bilanci di carbonio, ruolo delle foreste, impatto degli incendi, etc. è che certamente c’è stata una madornale incomprensione del dato ed una sovrastima degli effetti positivi.

È in America latina, in Africa e nel Sud-est asiatico che si concentrano oggi i maggiori profitti sul taglio delle foreste primarie!

Tra piantare un albero e lottare perché anche solo un ettaro di foresta vergine non scompaia c’è molta differenza. Sembra un cliché, ma fa molto eco-chic piantare i platani o le betulle in giardino o nelle metropoli, sentendosi eco-friendly, pur avendo in casa parquet in legno dalle foreste brasiliane, infissi in tek dall’Africa e mobili in mogano dall’Indonesia.

L’ossessione per le emissioni ha fatto un po’ a tutti, anche ad i massimi esperti, dimenticare che un ambiente naturale è qualcosa di più di un semplice serbatoio per gli scarti umani. La trama della vita, così complessa ed articolata, probabilmente ci sfuggirà sempre nei suoi più intimi dettagli.

Per poter salvare le foreste dal diventare parquet, mobili, infissi o bare è necessario smettere di finanziare le compagnie che deforestano o che, nascoste dal falso taglio selettivo sostenibile, rendono le foreste tropicali delle monocolture.

Nell’elenco sotto sono riportate alcune delle aziende che operano (deforestando o abbattendo alberi centenari) nelle zone tropicali della Terra. Qui non si fa differenza tra aziende certificate o no, tra chi taglia selettivamente o no, perché a nostro avviso tutte le forme di sfruttamento commerciale delle foreste tropicali causano dei danni a lungo termine alle foreste tropicali e alla loro diversità.

Pertanto, bisognerebbe smetterla di acquistare legno tropicale, di qualsiasi tipo, selettivo o certificato che sia!

Bisogna agire in fretta, diffondere e boicottare tutte le aziende coinvolte nella distruzione delle foreste tropicali.

Approfondisci leggendo: “Foreste? C’eravamo sbagliati! Nessuna buona notizia…“, “Per favore non gestite le foreste” e “Le foreste hanno un anima

Segnala, utilizzando il modulo nella Pagina dell’Osservatorio, le aziende che operano nelle aree tropicali della Terra deforestando o abbattendo alberi centenari minacciando le foreste pluviali e la loro straordinaria biodiversità.